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Capitolo 8 — Qui non c’è più odore di sangue
Avevo capito che dovevo cambiare.
Non per diventare migliore.
Non per sentirmi assolta.
Ma perché era l’unico modo che avevo per non perdere mio figlio.
Così ho cominciato.
Domande.
Letture.
Silenzio.
Notti a cercare una chiarezza che non arrivava.
Volevo capire dove sbagliavo.
Volevo aggiustarmi.
Volevo trovare il punto esatto in cui avevo rotto qualcosa.
Finché un giorno, nel mezzo del mio tormento, l’ho rivista.
Aveva cinque anni.
Era davanti a me.
Io piangevo.
Lei no.
Mi guardava con gli occhi spalancati di chi non può permettersi distrazioni.
Spalle rigide. Mani strette. Respiro corto.
Mi ha chiesto:
“Perché piangi?”
La sua voce non era dolce.
Era vigile.
Come si chiede:
“Sta per succedere qualcosa?”
Ho risposto senza pensarci:
“Perché mi fa male.”
Lei ha aggrottato la fronte.
“Non puoi piangere. Se piangi si accende la miccia.”
Per lei il mondo è ancora una stanza piena di benzina.
Un posto dove ogni emozione è pericolo.
Poi ha aggiunto:
“Fai come faccio io.
Trattieni.
Trova il modo giusto per evitare che succeda.”
L’ho guardata.
Ho visto quanto era stanca.
Quanto aveva imparato a non sentire.
Quanto si era convinta che la perfezione fosse l’unica forma di protezione.
E per la prima volta non ho seguito il suo consiglio.
Ho continuato a piangere.
E niente è esploso.
La casa non ha tremato.
Nessuno ha urlato.
Nessuna porta ha sbattuto.
Solo il mio respiro che andava e veniva.
Lei mi osservava incredula.
Non sapeva se le stessi mentendo.
Non sapeva se fosse solo una tregua.
Non sapeva fidarsi.
Nessuno le aveva insegnato cosa significa.
Mi sono avvicinata piano.
“Qui non c’è più odore di sangue.”
Non era una metafora.
Era una constatazione.
Non siamo più in quella casa.
Non c’è una miccia pronta ad accendersi per una lacrima.
Non devi più fare la guardia.
Lei è rimasta in piedi ancora un momento.
Devastata.
Sospettosa.
Curiosa.
Poi si è seduta accanto a me.
Non mi ha abbracciata.
Non ha pianto.
Non si è sciolta.
Si è seduta.
Io ho continuato a respirare.
E niente è successo.
Forse la fiducia comincia così:
non convincendosi,
ma restando.
E la miccia non si accende.